ASviS: in un Paese in via di sviluppo su cinque, il Pil non tornerà ai livelli del 2019 entro la fine del 2023

Il “Financing for sustainable development report 2022” prodotto dal Dipartimento per gli affari economici e sociali delle Nazioni Unite (Un Desa), assieme a una task force di oltre 60 agenzie internazionali e presentato alla fine di aprile durante il Forum on financing development, dichiara che mentre molti Paesi sviluppati vivono una fase di ripresa economica dopo lo shock pandemico, i Paesi in via di sviluppo non hanno ancora riguadagnato il terreno perso. Siamo di fronte a un “grande divario finanziario”, che ci riporterebbe dieci anni indietro nello sviluppo sostenibile.

A meno che la comunità internazionale non inverta la rotta, questa divergenza persisterà a lungo e potrebbe intensificarsi nei prossimi mesi e anni. Le tensioni geopolitiche globali stanno aumentando. Dal documento emerge che in un Paese in via di sviluppo su cinque, il Pil non tornerà ai livelli del 2019 entro la fine del 2023. Nel 2021 il numero di persone che vivono in condizioni di povertà estrema è aumentato di 77 milioni, con il rischio di un drammatico incremento della disuguaglianza. Il 60% dei Paesi più poveri del mondo è ad alto rischio di sofferenza del debito. Nonostante il sostegno della comunità internazionale, la risposta alla pandemia dei Paesi poveri è stata limitata dai vincoli fiscali. In media i Paesi in via di sviluppo pagano un tasso di interesse sul debito del 14%, quasi il quadruplo rispetto ai Paesi sviluppati, dove si aggira attorno al 3,5%.

Una migliore gestione delle finanze pubbliche e migliori sistemi di appalti possono prevenire la corruzione, mitigando i rischi di investimento, abbassando il costo del prestito sia per gli attori pubblici che privati. Nei Paesi in via di sviluppo, la crescita dei sistemi finanziari locali dovrebbe rimanere una priorità.

Infine, conclude il documento, occorre migliorare l’ecosistema informativo, l’accesso ai dati e la trasparenza. Sia gli attori pubblici che privati ​​fanno affidamento sui dati e sull’accesso alle informazioni nel loro processo decisionale di finanziamento. Le agenzie di rating del credito, ad esempio, potrebbero fornire preziose informazioni agli investitori operando una chiara distinzione tra componenti basate su modelli e componenti discrezionali dei rating sovrani.

Leggi il documento originale su: Quasi il 60% dei Paesi a basso reddito è in sofferenza o ad alto rischio sul debito