Economia circolare: una nuova legge sui rifiuti è entrata in vigore in Spagna ad aprile

Lo studio legale spagnolo Garrigues analizza la Legge sui rifiuti e sui terreni contaminati per un’economia circolare che, approvata lo scorso 8 aprile, pone tutta una serie di sfide per le imprese che dovranno familiarizzare con i nuovi obblighi e meccanismi fiscali introdotti dal provvedimento.

Le norme, già in vigore dal 10 aprile, ad eccezione delle misure fiscali, che verranno applicate a partire dal 1° gennaio 2023, modificano il quadro dei rifiuti del 2018 e la direttiva sulla riduzione dell’impatto di alcuni prodotti in plastica.

La legge è arrivata in seguito ad un intenso iter parlamentare durato un anno, e con oltre 1.300 emendamenti presentati tra la Camera bassa e la Camera alta del Parlamento spagnolo.

Tra i principali cambiamenti previsti dalle norme, uno riguarda l’attuale modello di gestione della raccolta dei rifiuti. La legge prevede l’obbligo di raccolta differenziata di nuove frazioni di rifiuti, da aggiungere a quelle già esistenti. Questi nuovi obblighi includono in particolare i rifiuti organici, i rifiuti tessili, l’olio da cucina usato, i rifiuti domestici pericolosi e i rifiuti di grandi dimensioni (mobili, oggetti domestici, tra gli altri). La raccolta differenziata non si limita alla sfera domestica, ma si applica anche ai rifiuti commerciali e industriali. I tempi di attuazione variano a seconda della frazione di rifiuti coinvolti e del responsabile della raccolta.

Per quanto riguarda la plastica monouso, invece, la legge stabilisce che nel 2026 i livelli da raggiungere per la riduzione degli imballaggi per alimenti e dei bicchieri dovranno essere inferiori del 50% (in peso) rispetto al 2022 e del 70% nel 2030. Non sarà inoltre consentito immettere sul mercato plastica oxo-degradabile, come posate, piatti e bicchieri.

Leggi il documento originale su: The new Law on waste and contaminated land for a circular economy: challenges and chances