ENEA: colmare il gap di conoscenze sull’impatto delle microplastiche nelle acque

Malgrado l’acqua ricopra quasi il 70% del nostro pianeta, quella dolce superficiale, maggiormente utilizzata per i diversi usi antropici, rappresenta solo l’1,2% del totale. Ed è proprio questa piccola percentuale, necessaria per sostenere e nutrire 7,9 miliardi di persone è quella sempre più a rischio: secondo le stime dell’ONU, infatti, entro il 2050 saranno oltre 5 miliardi gli esseri umani a rischio di carenza di acqua pulita a causa di continui prelievi, inquinamento, cambiamento climatico, contaminazioni da metalli pesanti, sostanze tossiche ed anche in misura crescente microplastiche.

Per tale ragione, l’obiettivo di tre studi condotti da un team di ricercatori di ENEA e Cnr in collaborazione con Goletta dei Laghi e Legambiente diffusi in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente del 5 giugno è quello di “Accendere un faro” sulle microplastiche nei laghi italiani, le comunità microbiche che ne colonizzano la superficie e valutare i rischi per gli ecosistemi, le specie ittiche e la salute.

Le indagini, condotte su alcuni dei laghi del territorio nazionale consentono di colmare il gap di conoscenze sull’impatto delle microplastiche sulle acque dolci rispetto ai numerosi studi condotti invece nei mari e negli oceani in tutto il mondo.

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