Il problema del razzismo nel venture capitalist

La recente morte di George Floyd per mano della polizia americana e le conseguenti insurrezioni non solo negli Stati Uniti ma in tutto il mondo, hanno spostato l’attenzione sulle ripercussioni che queste ondate di proteste hanno sui comportamenti degli investitori nel settore del venture capital.

Dati alla mano, il venture capital è bianco. Secondo uno studio congiunto pubblicato da Deloitte e dalla National Venture Capital Association, nel 2018 solo il 3% dei partner di venture capital negli Stati Uniti era nero, mentre l’80% era bianco. E in uno studio di Rate My Investor sull’attività del capitale di rischio degli Stati Uniti dal 2013 al 2017, solo l’1% degli imprenditori sostenuti da venture capitalist era nero.

Gli investitori afroamericani stanno prestando molta attenzione alle risposte che arrivano del settore del venture capital e stanno cercando segni di un vero impegno permanente. Secondo alcuni il modo in cui le aziende di venture capital affrontano questo momento di disordini sociali, che mettono in evidenza i pregiudizi inconsci e la mancanza di diversity, potrebbe influenzare le decisioni riguardo ai finanziatori e alle aziende con cui decideranno di lavorare in futuro.

Varie le opinioni su quello che può essere il percorso di cambiamento. Fare dichiarazioni pubbliche di sostegno o donare a cause incentrate sulla diversità e la giustizia sociale per alcuni imprenditori afroamericani è il minimo indispensabile, e ritengono che sia necessario un impegno attivo con le loro aziende.

Per promuovere la diversità e ridurre i pregiudizi nel settore, inoltre, l’imprenditoria afroamericana sollecita le aziende di venture capital a reclutare un maggior numero di partner neri a cui dare anche potere di negoziazione.

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