Italia: quali sono le reali cause dell’aumento dei prezzi dell’energia?

I prezzi dell’energia delle ultime settimane e quelli previsti per il 2022 non hanno eguali nella storia del nostro Paese. Per tale ragione, il Presidente di Italia Solare Paolo Rocco Viscontini, in una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio Mario Draghi e ai ministri, spiega quali sono le reali cause dell’aumento dei prezzi e quali debbono essere le misure da intraprendere per avere a breve termine una soluzione economicamente vantaggiosa e tecnologicamente affidabile.

“Non credete, si legge nella lettera a firma del Presidente Paolo Rocco Viscontini, a chi sostiene che la soluzione è nell’aumento della produzione nazionale del gas, perché i quantitativi non sarebbero sufficienti per registrare vantaggi economici tangibili. Non credete a chi insiste col nucleare, troppo incerto nei tempi e nei costi per poter rappresentare un’alternativa reale”.

Il ministro Cingolani ha più volte sottolineato che il processo di decarbonizzazione causerà enormi costi sociali. La decarbonizzazione di fatto non è ancora iniziata e ci troviamo l’energia elettrica a 300-400 euro/MWh, quasi 10 volte i prezzi di pochi mesi fa, e il motivo di questa tremenda crisi è proprio il gas sostenuto in ogni modo da tutti i governi che si sono succeduti da fine 2012 a oggi. I fatti dimostrano che il gas non è quella fonte affidabile e conveniente che ministri, funzionari e top manager delle partecipate energetiche ci hanno sempre voluto far credere. Il suo ruolo deve essere ridimensionato a favore di rinnovabili e accumuli idraulici ed elettrochimici.

L’emergenza prezzi è tale che servono interventi straordinari per calmierare i prezzi nel breve termine, ma non ci si può sottrarre dalla necessità di attuare anche interventi strutturali, volti a evitare in futuro nuove crisi di prezzi come quella che stiamo vivendo adesso. Poiché i produttori di energia rinnovabile che non hanno bloccato il prezzo stanno vendendo a prezzi molto superiori rispetto al passato, vista l’eccezionalità del momento, è corretto partecipare alle difficoltà del Paese, per un periodo da definire, limitando il prezzo di vendita dell’energia rinnovabile (di sicuro non inferiore a 100 euro/MWh, senza toccare le tariffe del Conto Energia), per recuperare somme utili a ridurre le bollette. Giusto prorogare il periodo del Conto Energia per recuperare le somme perdute. Un provvedimento del genere avrebbe senso se e solo se tutti gli attori della filiera energetica accettano dei limiti ai propri guadagni.

Concludendo, per ridurre in modo strutturale le bollette di famiglie e imprese occorre spingere al massimo la diffusione degli impianti fotovoltaici con accumuli su tetti di case e aziende ma anche sui terreni privi di vincoli paesaggistici e ambientali. Il fotovoltaico è la sola fonte in grado di installare grandi potenze in breve tempo. È quello che ci serve per ridurre rapidamente e in misura crescente la dipendenza dal gas. L’aumento della potenza fotovoltaica ed eolica installata, in gran parte abbinata agli accumuli, è infatti l’unica modalità, immediatamente disponibile e veloce, per tamponare e attutire il disastro ambientale, economico e sociale collegato alla crisi energetica che stiamo vivendo.

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