Organizzazione internazionale per le migrazioni: dati e tendenze del fenomeno migratorio nel 2020

L’Oim, l’agenzia delle Nazioni unite che si occupa delle migrazioni, a inizio dicembre ha pubblicato il “World migration report 2022”, un documento con cui biennalmente, dal 2000, offre un quadro globale del fenomeno. Dalle stime emerge che nel 2020 i migranti internazionali erano 281 milioni, l’equivalente del 3,6% della popolazione mondiale.

Negli ultimi 50 anni, il numero stimato di migranti internazionali è aumentato in modo significativo. L’Europa conta 87 milioni (30,9% della popolazione totale dei migranti), seguita dall’Asia con 86 milioni (30,5%), dall’America del Nord con 59 milioni (20,9%) e dall’Africa con 25 milioni (9%). In relazione alla popolazione totale residente, tuttavia, è l’Oceania che conta la più alta percentuale di persone che vivono in un paese diverso dal loro paese d’origine (22%). Al secondo posto c’è il Nord America con circa il 16%, mentre in Europa la percentuale è ancora di 11.6.

Il maggiore aumento tra il 2000 e il 2020 è stato registrato in Asia con un aumento del 74%. A livello nazionale, gli Stati Uniti rimangono la prima destinazione con oltre 51 milioni di migranti internazionali. Il 2020 ha registrato il numero più basso di persone scomparse, circa 3900, rispetto ai 5400 del 2019. La diminuzione riflette in parte le restrizioni alla mobilità imposte dalla pandemia. Le limitazioni agli spostamenti imposte dal Covid-19 hanno esacerbato preesistenti vulnerabilità e provocato ulteriori difficoltà ai migranti.

Dall’analisi condotta dall’Oim emerge con chiarezza che le opzioni per migrare con regolarità dipendono in un certo modo dalla “lotteria della nascita”, ovvero mostrano che i cittadini di alcune nazioni hanno, ad esempio, maggiori probabilità di accedere a visti e accordi di esenzione dal visto. L’Henley Passport Index, una classifica mondiale dei Paesi basata sulla libertà di movimento di cui godono i propri cittadini, ad esempio, mostra che i cittadini di Paesi con un indice di sviluppo umano molto alto possono viaggiare senza visto in circa l’85% di tutti i Paesi del mondo.

Le tecnologie digitali stanno diventando sempre più cruciali per il fenomeno migratorio. Grazie a queste, le persone sono in grado di raccogliere informazioni e consigli in tempo reale durante gli spostamenti. L’uso di app per condividere informazioni e connettere gruppi geograficamente dispersi ha sollevato anche alcuni interrogativi “sulla misura in cui la tecnologia è stata utilizzata per sostenere la migrazione irregolare, nonché per consentire ai migranti di evitare trafficanti di essere umani e sfruttatori”.

Leggi il documento originale su: Un mondo in movimento: dati, trend e questioni aperte sul fenomeno migratorio