UE: tassonomia e regolamenti sul finanziamento sostenibile

Il Regolamento UE 2020/852 ha introdotto nel sistema normativo europeo la tassonomia delle attività economiche eco-compatibili, una classificazione delle attività che possono essere considerate sostenibili in base all’allineamento agli obiettivi ambientali dell’Unione Europea e al rispetto di alcune clausole di carattere sociale.

In base a quanto previsto dall’art. 8 del Regolamento UE 2020/852, le organizzazioni soggette alla Direttiva sulla rendicontazione non finanziaria (Non-Financial Reporting Directive – NFRD) e, successivamente, alla nuova Direttiva sulla rendicontazione di sostenibilità delle imprese (Corporate Sustainability Reporting Directive – CSRD) saranno tenute a divulgare informazioni in merito all’allineamento alla tassonomia utilizzando alcuni indicatori: fatturato, spesa in conto capitale e spesa operativa.

Tra le principali misure adottate ne troviamo tre. La prima, Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), la proposta legislativa che aggiorna la NFRD e riguarda l’ampliamento del perimetro di applicazione: la nuova Direttiva riguarderebbe infatti tutte le imprese con sede in Europa con più di 250 dipendenti (attualmente, la NFRD prevede una soglia di 500 dipendenti) e tutte le PMI quotate sui mercati europei. La seconda, è il Regolamento 2020/852 sulla tassonomia delle attività economiche eco-compatibili (Taxonomy Regulation – TR) e chiarisce quali documenti le imprese non finanziarie devono pubblicare. Infine, Regolamento 2019/2088 sulla trasparenza delle informazioni sulla finanza sostenibile (Sustainable Finance Disclosure Regulation – SFDR) che richiede agli operatori e ai consulenti finanziari di comunicare come tengono in considerazione rischi e impatti ambientali, sociali e di governance (ESG) a livello di soggetto e a livello di prodotto.

Leggi il documento originale su: EU taxonomy and other regulations on sustainable finance: implications and outlook for financial players